Non ho capito, ma a Natale?

Non ho capito, ma a Natale?

 

“che fai per la vigilia di Natale?”

“… ed al pranzo del 25?”

“ma a Santo Stefano dobbiamo uscire?”

“ma soprattutto… a Capodanno che facciamo?”

 

Non so voi, ma a me è già venuta una grande, anzi direi grandissima, ansia.

Eh si miei cari lettori, più mi rendo conto che questo novembre arriva alla fine, più vedo luci, palline, ghirlande, vischio, carta regalo e prezzi scontati, in ogni singolo luogo.

 

Non fraintendetemi, non sono il Grinch, anzi amo il Natale anche più del mio compleanno, ma l’ansia che perpetuamente cresce fino alla nascita di Cristo, può diventare estenuante.

Sensazione che non risulta nuova per tutti quelli che in passato erano pronti a festeggiare con la propria famiglia, tra 14 portate, 20 contorni, maglioncini a tema, regali da scartare e un quantitativo enorme di cibo poi buttato nella pattumiera; diverso per chi, ancora in età adolescenziale, non conosce questa ansia, ma ne assume una nuova: ma a Natale, quest’anno saremo nuovamente chiusi?

 

Signore e signori, qui ancora non abbiamo la certezza di nulla, se non del fatto che i giorni al Natale sono pochi, ma la confusione è molta… anzi troppa.

Con l’avvento del Covid, si attende non solo la nascita di Gesù, ma anche di un DPCM, di una norma, di una legge, anche di un semplice tovagliolo firmato dal presiedente Draghi, che possa riportare all’interno, quello che dobbiamo fare o non fare nei giorni festivi di dicembre.

 

Mentre i casi risalgono e mentre le terze dosi impennano quasi come il giornalista Mario Giordano sul monopattino, mi chiedo se quest’anno dovrò nuovamente scegliere di vedere o i miei genitori, o le mie sorelle, o miei amici.

Con grande rammarico, ma altrettanta speranza, attendo la musichetta che ci ha perseguitato in lockdown e mi auguro che qualcuno parli a noi tutti, consigliandoci cosa dobbiamo fare, perché questo stato di confusione, tra persone che manifestano al Circo Massimo, medici ospiti di Barbara d’Urso, Mietta e la mancanza di privacy, ci sta distruggendo e ancor di più, ci fa sentire meno liberi.

 

Ora, il giorno dell’Immacolata è dietro l’angolo e quindi io pretendo di sapere se avremo la certezza e la possibilità di incontrarci e magari fare qualche gioco natalizio, tra i numeri della tombola e il panettone di Iginio Massari alla modica cifra di 50 euro.

Ho bisogno di sapere se devo portare le mie nipoti, in quella età adolescenziale, a scegliere il vestito per la festa, quello che metti una volta ogni tanto e che se sporchi anche a fine serata, porterà alle urla di tua madre.

 

Insomma, io ancora non so che cosa farò questa Vigilia, né tantomeno a Natale, per non parlare di capodanno e dei giorni successivi; sicuramente, mi piacerebbe fare una passeggiata, seppur con la mascherina e con il metro di distanza (che sembra solo io ancora rispetti) e magari mangiando con i miei, terminando la serata con un bicchiere di vino con alcuni amici.

 

Forse, il regalo più grande, esclusi gli starnuti #novax, vorrei fosse la libertà di essere spensierato, proprio come una volta.

 

Che ne dite, ci impegniamo e ci facciamo questo regalo?

 

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